Wednesday, December 2, 2009

Sky Model No.19


Nel maggio del 1945 la seconda Guerra Mondiale era terminata in Europa; lo sforzo bellico degli Alleati si era quindi concentrato nel Pacifico, dove la resistenza giapponese era più agguerrita che mai. La Marina Imperiale Giapponese, che aveva subito pesanti perdite, elaborò un piano che, se attuato, avrebbe sortito un notevole effetto psicologico, oltre che strategico. Per tare ciò disponeva di due assi nella manica: il sommergibile della classe 1-400 ed un nuovo tipo di idrovolante, il Seiran. In teoria si sarebbe dovuta inviare una flottiglia di sommergibili con idrovolanti imbarcati nel loro interno, per colpire i punti strategici degli Alleati. Una volta lanciati gli aerei, i natanti si sarebbero infatti dileguati, per poi recuperare i Seiran ad attacco finito. Obiettivo principale era il canale di Panama, un punto vitale per bloccare i rifornimenti che giungevano con regolarità dall'america: la sua distruzione avrebbe significato una ferita grave almeno come quella di Pearl Harbour. All'epoca i sommergibili 1-400 erano tra i più grandi, essendo lunghi 118 metri, con un dislocamento di 5000 tonnellate e con un raggio d'azione di 33000 miglia nautiche. Con questa autonomia sarebbero potuti arrivare a lambire le coste americane, anche se la loro capacità di stivare ben tre velivoli era la loro arma principale.

Scale Aviation Modeller International 2009 05


I can not believe it has taken so long for such an important type to be kitted in 1/32. The P-80, later F-80, was the first operational US Air Force fighter. It was the mainstay at the start of Korean war and as it was replaced by the F-86 Sabre it became a competent ground attack platform. Further development of the airframe brought the F-94 Starfire night fighter and of course one of the most important trainers of all time, the T-33. This is a typical limited-run model from Czech Model and is far removed from the huge vague lumps of plastic that I remember from my early days in modelling. The plastic has restrained engraved detail that is better than some mainstream manufacturers, and a slightly rough feel, so may need a little polishing bearing in mind the overall natural metal finish that you will need to apply later. Test fitting reveals a very good fit of parts though you may need to carry out a small amount of trimming as you assemble the model. The clear parts are really beautiful, and certainly the best I have ever seen in this type of model kit.

Monday, November 30, 2009

Sky Model No.21


Sebbene non sia stato il più prestante dei velivoli italiani nati negli anni trenta, il G-50 ha ricoperto un ruolo fondamentale nello sviluppo dei pro-getti aeronautici nazionali. E' stato infatti il primo aereo in servizio nella Regia Aeronautica a struttura interamente metallica, monoplano e con il carrello retrattile. Inizialmente era anche dotato di tettuccio chiuso, in breve sostituito con un modello aperto a causa del materiale di scarsa qualità che rapidamente si opacizzava, ma anche per una ostinata preferenza dei nostri piloti. Sviluppato rincorrendo le mutanti specifiche del bando di concorso indetto dal Ministero dell'Aeronautica per un velivolo in grado di rispondere contemporaneamente a compiti di combattimento, difesa e caccia, il G-50 non risultò mai nettamente superiore al suo diretto concorrente MC-200, però lo anticipò nei tempi, tanto che già nel gennaio del '39 un discreto numero di G-50 fece la propria apparizione nei cieli di Spagna a contrastare un'Aviazione Repubblicana in verità già abbastanza provata. Il G-50 avrebbe dovuto essere l'elemento di rottura con la vecchia formula biplana, andando a soppiantare il CR-42 (altro caccia di casa Fiat) che di fatto continuò ad essere prodotto, e forse anche preferito, combattendo su tutti i teatri bellici che si susseguirono di li a poco.

Sunday, November 29, 2009

Sky Model No.15


Il Fw 189 B fu il primo ad entrare in produzione, come apparecchio a doppi comandi da addestramento. La serie "A" da ricognizione fu prodotto a partire dalla primavera del 1940, venendo consegnata ai reparti operativi della Luftwaffe nell'autunno. Durante il 1941 l'aereo, disponibile in quantità crescenti, fu impiegato soprattutto sul fronte dell'Est. Divenne subito popolare presso gli equipaggi, che lo battezzarono con il nome di Uhu (gufo). Soprannome successivamente dato anche al caccia notturno Heinkel He 219. Fu anche conosciuto come "Occhio volante" a causa della sua sempiterna presenza nei cieli dell'Unione Sovietica. L'Uhu fu anche impiegato nella lotta contro i partigiani ed i guerriglieri che combattevano per loro conto nelle retrovie dell'esercito tedesco. Dall'altro lato dello stesso esercito, altri Fw 189 volteggiavano, spiavano, vigilavano... La sua apparenza delicata e fragile era ingannevole, di fatto si rivelò un apparecchio manovriero, di costruzione robusta e dotato di buon armamento difensivo; gli Uhu non erano una preda facile! Per farsene un'idea basti pensare che gli artiglieri ungheresi del 3/1, equipaggiati con i Fw 189 A, durante il mese di settembre 1943 abbatterono con i propri velivoli due Yak 9 y e altri due La 5 che, invano, tentavano di dare la caccia agli Uhu! Lo stesso reparto riportò che nel periodo da maggio a dicembre 1943 (fronte di Kursk) su più di 1100 missioni di guerra, le proprie perdite consistettero di tre morti, due dispersi ed un ferito. Non furono persi apparecchi in combattimento contro altri aerei. l'Uhu fu usato occasionalmente in compiti di bombardamento leggero.