Wednesday, October 7, 2009

Steel Masters No.12


Curieusement, c'est avant même l'heure H, le 6 juin 1944, que les premiers éléments de reconnaissance voient le feu, sur un terrain totalement impraticable pour les blindés, qui ne sont d'ailleurs pas engagés dans l'opération : deux détachements des 4th et 24th Cavalry Squa-drons sont débarqués deux heures avant l'heure H sur les îles Saint-Marcouf, afin de s'assurer de l'absence de toute garnison allemande. Ils ne rencontrent que des oiseaux de mer sur l'île du Large et sur l'île de Terre mais les pertes sont néanmoins assez sévères, en raison de nombreuses mines! Lors du débarquement sur le continent et durant les jours suivants, le 4th Cavalry Group ne livre pas de combat décisif mais, le 19 juin, il est engagé dans l'offensive finale contre Cherbourg. Le 24th Cavalry Squadron est placé en couverture sur le flanc droit, tandis que le 4th Cavalry Squadron est mis en ligne entre les 9th et 79th Infantry Divisions. La 9th Division commence son assaut à 5 h 50 et les 60th et 39th Infantry Regiments ne trouvent aucun adversaire devant eux, ce qui leur permet rapidement d'atteindre leurs objectifs, entre Rauville-la-Bigot et Saint-Germain-le-Gaillard. Le 4th Cavalry Squadron avance aussi vite jusqu'à ce qu'il se heurte à une solide résistance allemande à Rocheville, de telle sorte qu'à midi, il a pris du retard sur l'infanterie. Un bataillon du 359th Infantry Regiment vient à son aide. L'artillerie allemande retarde le Squadron lors de la reprise de l'attaque, dans l'après-midi, mais il parvient quand même à pénétrer dans Saint-Martin-le-Gréard, à la nuit.

Tuesday, October 6, 2009

Sky Model No.09


La scatola di partenza è il Fw 190 A8/R11 della Revell: ottimo dettaglio superficiale, begli interni, incastri precisi, ma anche vano carrello scatolato, centinature delle superfici mobili e cerniere dei vari pannelli in fusoliera esagerate per la scala. A questo va aggiunto che il portello a sinistra in fusoliera ha una forma trapezoidale anziché rettangolare, quello sul lato destro sotto l'abitacolo è troppo alto e che il tettuccio è da buttare. Nulla di drammatico comunque: la centinatura delle superfici mobili è stata "addolcita" con una passata di carta abrasiva, una spruzzata di stucco Tamiya (è quello in bomboletta-attenzione a non fare pastrocchi!) euna lisciatine con paglietta metallica da ebanisterìa. I portelli in fusoliera sono stati tutti reincisi con facilità grazie alla plastica morbida usata dalla Revell. Per quanto riguarda le cerniere, ho deciso di eliminarle; il vano carrello è stato ricostruito del tutto; ciò che ha reso delicato il lavoro, non è stato capire com'è fatto, la documentazione abbonda, ma usare del plasticard da 0,15mm per le centine: è così sottile che basta un po' di colla in più per spappolarlo!

Monday, October 5, 2009

Sky Model No.08


La scatola contiene circa 160 parti in plastica grigia. I singoli pezzi sono dettagliati all'estremo; le pan-nellature sono in negativo mentre alcuni pannelli sono rialzati. Il cockpit si può rappresentare a tettuccio aperto o chiuso grazie ai diversi componenti forniti dal kit. Le decals incluse consentono di realizzare due diversi esemplari. La sequenza di montaggio è divisa in 16 passaggi, i primi dei quali riguardano il cockpit, il sistema d'arma e la fusoliera. II cockpit e molto dettagliato e richiede la mag-gior parte del tempo di montaggio di questo modello a causa della lunga opera di colorazione. Se si desidera montare i tettucci aperti, occorre fare ancora piu attenzione perche tutto restera ben visibile a modello finito. Nel complesso si tratta di un kit del solito elevato standard Tamiya ed il montaggio si effettua senza particolari inconve-nienti. Le parti alternative come il dorso della fusoliera, le punte delle ali, il musetto solido e varie antenne, fanno pensare alia prossima edizione di un'altra variante.

Sunday, October 4, 2009

Sky Model No.04


Le prime macchine in dotazione furono gli onnipresenti Agusta - Bell AB 47, nelle versioni G e J, la cui introduzione consentì di mettere a punto le modalità tecniche e operative per la cooperazione fra unità aeree e navali e di ottenere i primi successi nelle operazioni combinate. Con il passare del tempo si fece sentire naturalmente l'esigenza di macchine più moderne e dalle prestazioni migliori; la soluzione cercata venne dalla italiana Breda - Nardi, che nel '69 aveva ottenuto dalla Hughes la licenza di produzione del Model 500 M, (versione militare da esportazione del Model 500 C), proposto anche alle altre Forze Armate italiane per la sostituzione degli ormai obsolescenti AB 47. Il nuovo elicottero a turbina offriva caratteristiche nettamente superiori per velocità e autonomia, ma anche ottime caratteristiche di volo, leggerezza, affidabilità, e facilità di manutenzione.