Sunday, November 22, 2009

Sky Model No.23


Dallo smembramento del colosso sovietico e la conseguente cessazione di aiuti anche economici alle varie repubbliche, una volta ben "sovvenzionate" dall'ex URSS, la Moldova o Moldavia non è stata più in grado di mantenere in linea di volo la sua flotta di Mig-29, lasciandoli letteralmente marcire sulle piste. Famoso l'episodio che vedeva gli avieri o gli specialisti depredare i Fulcrum, privandoli delle loro batterie d'avviamento contenenti argento, per rivenderle al mercato nero e comprarsi così pane e salame...questi aerei erano bellicamente pericolosi solo per chi li pilotava. Gli USA giustificarono l'acquisto con la necessità di impedire che materiale bellico di prim'ordine potesse finire nelle mani di stati potenzialmente pericolosi o comunque dediti al terrorismo internazionale. Una volta arrivati alla Wright Patterson AFB a Dayton, nell'Ohio, il personale della National Air Intelligence Center (NAIC) letteralmente smontò ed esaminò con cura ogni singolo elemento di questi aerei...sapete com'è...una volta smontati e studiati sono ancora meno pericolosi...L'amore per i Mig iniziò nell'ottobre 1953, quando il tenente nord coreano Kum Suk No, allettato dalla ricompensa di 100.000 dollari, consegnò il suo Mig-15bis all'USAF sulla base di Kimpo, in sud Corea, a guerra finita dal 27 luglio 1953. Il velivolo venne trasferito negli USA alla Wright-Patterson AFB e provato in volo, testato e smontato...

Saturday, November 21, 2009

Sky Model No.20


Questo tipo di approccio è certo più complesso ed impegnativo, ma la soddisfazione di vedere il frutto di tante ore di lavoro "nel proprio ambiente naturale" ripaga gli sforzi compiuti. Ad esempio, un Corsair dei Marines, sbiadito e sporco fino all'inverosimile, parcheggiato sul PSP infuocato di un'isola del Pacifico tra palme e sabbia bianchissima, trasmetterà tutto un altro effetto a chi lo guarda rispetto ad un modello posto su di una spoglia basetta. Per un'ambientazione realistica, bisogna osservare molte foto di aerei parcheggiati od in manutenzione, cercando di cogliere quei particolari che spesso vengono trascurati: le scale per la manutenzione, il tipo di casse ed accessori, i ceppi per le ruote, com'è il terreno, se ci sono sassi, ghiaia, erbacce, come appare l'aereo a terra, come rimangono le superfici mobili a motore spento, che andamento hanno i fumi degli scarichi, di che colore sono. Insomma, bisogna imprimere nella mente cosa vogliamo ottenere alla fine del nostro lavoro.

Friday, November 20, 2009

Sky Model No.16


Gli studi sul prototipo del Wyvern iniziarono nel 1944 in risposta ad una specifica per un aereo antinave imbarcato. La Westland sviluppò il prototipo P10, propulso da un Rolls-Royce Eagle da 3500 CV, e dotato di una grande doppia elica ad 8 pale controrotanti. Nel novembre 1944 vennero ordinati i primi sei esemplari ma, verso fa fine dei 1945, la Rolls-Royce decise di abbandonare lo sviluppo dell'Eagle, a favore dei nuovissimi motori turboelica. Il primo Wyvern volò il 16 dicembre 1946, spinto da un Rolls-Royce Eagle; il 18 gennaio 1949 volò il primo esemplare equipaggiato con un turboelica Rolls-Royce Python. La certificazione dei motori turboelica Python ebbe luogo solamente nel 1952 ed il primo Wyvern raggiunse il reparto operativo nel 1953; l'autorizzazione ad operare dalle portaerei arrivò nel 1954. Nel 1956 l'830th NAS, imbarcato sulla HMS Eagle, partecipò alle operazione nell'area di Suez, effettuando 82 missioni di mitragliamento, bombardamento e ricognizione, perdendo 2 Wyvern per azione nemica. L'ultimo Gruppo dotato di Wyvern venne sciolto il 22 aprile 1958 e gli ultimi velivoli furono demoliti nel 1959. Un solo esemplare è giunto fino ai nostri giorni; si tratta di un pròtotipo motorizzato col Rolls-Royce Eagle, è esposto al FAA Museum di Yeovilton.

Thursday, November 19, 2009

Sky Model No.10


La serie Z, ultima versione costruita della famosa "Matita Volante", era contraddistinta dalla sezione anteriore di fusoliera più ampia e dal muso vetrato a diamante, ed era dotata di armamento difensivo più potente. Ho utilizzato varie paratie, il pianale del pilota, gli apparati radio ed i vari seggiolini dell'equipaggio del set di fotoincisioni della Eduard, mentre il sedile del pilota e la cloche, sono pezzi del kit, assottigliati e migliorati. Tutti gli interni sono stati dipinti in Grigio RLM 02, a parte il cruscotto e le radio che sono in nero opaco. Dopo il processo di invecchiamento (lavaggi e drybrush) ho potuto chiudere le due semifusoliere, delle quali ho precedentemente reinciso le pan-nellature.originale è sottodimensionato, per cui ho optato per una soluzione alternativa: ho tagliato in tre pezzi la sezione in plastica, salvando i vetri, e, dopo aver posizionato ed incollato i finestrini, ho inserito tra vetro e vetro delle striscioline di plasticard. Il tutto è stato stuccato con grande attenzione, così da riportare alle giuste dimensioni l'innesto del diamante con il muso.